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    L’esperienza dell’ipovisione e il soggetto ipovedente

    Cos’è l’ipovisione

    Esistono diverse cause di ipovisione. La disabilità visiva o ipovisione può essere definite come una riduzione della vista che non può essere corretta con occhiali, lenti a contatto, chirurgia o procedure mediche.

    La disabilità visiva può essere classificata in modo generico in perdita della vista centrale o periferica. I pazienti possono essere affetti da una o entrambi i tipi di riduzione della vista. Gli individui rispondono alla perdita della vista in diversi modi.

    La disabilità visiva può essere classificata in perdita centrale o perdita periferica. I pazienti con perdita centrale in genere hanno difficoltà a riconoscere i volti, nella lettura e nella visione dei dettagli.

    La perdita della vista può colpire persone di qualsiasi età, ma la probabilità aumenta con l’età: una persona su cinque con più di 70 anni vive con perdita della vista.

    La vista è il senso che la gente teme di perdere di più. Alcune persone perderanno la vista lentamente mentre per altre può essere improvviso. Qualunque sia la situazione, aiuto, supporto e consulenza sono a portata di mano.

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    Cosa significa essere ipovedenti – l’esperienza dell’ipovisione

    I pazienti con perdita periferica in genere hanno difficoltà a muoversi in ambienti affollati e nell’identificare ostacoli non immediatamente di fronte a loro. Ognuno risponde in modo diverso alla propria perdita della vista e all’impatto che essa ha nella sua vita. Avere perdita della vista non significa necessariamente che il paziente sia cieco.

    La perdita della vista viene spesso descritta come un processo simile al lutto. I pazienti ricevono uno shock, e allo stato di shock seguono negazione o incredulità, prima di venire finalmente a patti con la diagnosi.

    Può essere difficile dire se qualcuno sia ipovedente. Alcuni indizi possono essere occhiali scuri indossati al chiuso, la canna bianca o un cane guida; tuttavia potrebbe non esserci essere segnali fisici evidenti. È lecito chiedere se non si è sicuri.

    Una cortesia apprezzata dai soggetti ipovedenti in ambito medico è che medici e infermieri si annuncino, eliminando il fattore di stress della possibile difficoltà a riconoscere le persone e il disorientamento che ne può derivare.

     

    Esistono così tanti tipi diversi di ipovisione che ogni paziente costituisce di fatto un caso a sé. L’intervento precoce e la riabilitazione sono la chiave per lo sviluppo di risultati positivi. La vita non ha bisogno di fermarsi dopo una diagnosi di perdita della vista.

     

    Rapportarsi a una persona ipovedente

    Nel rapportarsi a un soggetto ipovedente è buona norma presentarsi e parlare chiaramente, ricordando di non dare per scontato ciò che l’altra persona può o non può vedere; è lecito chiedere. Non indicare quando si danno indicazioni. Una persona ipovedente potrebbe non essere consapevole di chi si avvicina, quindi è importante salutare prima di toccare la persona per dare la mano o un abbraccio o cos’altro sia confacente al livello di intimità reciproca.

    Guidare una persona ipovedente

    Non tutte le persone con disabilità visiva hanno bisogno di aiuto per spostarsi, ma può verificarsi il caso in cui un soggetto richieda assistenza. In tal caso si consiglia di procedere come segue.

    Se la persona è seduta, incoraggiarla a rialzarsi autonomamente. Offrire il braccio affinché la persona non vedente possa afferrarlo appena sopra il gomito o la spalla. Camminare leggermente davanti alla persona, con un ritmo né troppo veloce né troppo lento. Dare istruzioni dove necessario ma non esagerare. Fare attenzione a non spingere o tirare la persona che si sta guidando. Ricordare di dare spazio adeguato agli ostacoli e fare attenzione ai pericoli all’altezza della testa.

    Quando si passa attraverso le porte, lasciare che la persona che si sta guidando si trovi sul lato dei cardini della porta.

    Se durante il viaggio sono coinvolti gradini o scale, rendere la persona consapevole, annunciando l’ostacolo e anche il raggiungimento della fina della scala.

    Per aiutare la persona a sedere, mettere la mano sulla sedia aiuterà la persona a trovare il proprio posto.

    Al momento del commiato, assicurarsi che la persona conosca la direzione in cui si trova e dove dovrebbero andare dopo, e annunciare la propria partenza.

    Approccio terapeutico all’ipovisione

    Lo scopo delle terapie è massimizzare il potenziale visivo del paziente e assicurare quanta più indipendenza possibile nella vita quotidiana. A seconda delle peculiarità uniche di ogni paziente è possibile ricorrere all’aiuto di strumenti quali ingranditori e ausili per ipovedenti specializzati.

    Per alcune persone le difficoltà emotive che stanno incontrando rappresentano una vera barriera al raggiungimento di una maggiore indipendenza, e quindi in quei casi è molto importante fornire supporto emotivo e, se necessario, consulenza.

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