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    Cos’è il controllo della progressione miopica

     

    Con l’avanzare della ricerca e delle tecniche diagnostiche terapeutiche, l’approccio alla miopia è cambiato.

    Quello che era un tempo un semplice errore rifrattivo, viene ora riconosciuto come fenomeno globale dalle caratteristiche epidemiche; parimenti, le terapie hanno visto una evoluzione nella direzione di un processo organico e graduale, tanto che oggi si parla di controllo e gestione della progressione miopica.

    Non si tratta di una questione meramente semantica, quanto della sovversione di un paradigma che si riduceva al trattamento del difetto visivo già conclamato: oggi si può fare qualcosa di pratico per la prevenzione della miopia nell’infanzia e nell’adolescenza.

    ll controllo della progressione è un processo che comporta l’azione concertata dell’oftalmologo e altri professionisti della visione, con l’obiettivo di creare una strategia di prevenzione e/o trattamento personalozzata per ogni singolo paziente.

    I risultati migliori vengono raggiunti quando il processo parte già nell’infanzia: tramite l’analisi dei fattori di rischio specifici del paziente è infatti possibile determinare una strategia atta a prevenire l’insorgenza della miopia.

    Il controllo della progressione miopica è quindi un programma terapeutico complesso che si avvale di diversi strumenti , dove tutta l’equipe multidisciplinare che assiste il paziente deve agire congiuntamente per stabilire un percorso e una strategia specifica per il giovane in cura.

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    Epidemiologia

    Gli ultimi studi epidemiologici descrivono un incremento della prevalenza della miopia nella popolazione nel corso degli ultimi 50 anni, fenomeno che riguarda anche l’infanzia.

    Diversi fattori ambientali e meccanismi biologici sono coinvolti in questa insorgenza della miopia nella popolazione pediatrica, a ulteriore conferma del fatto che questo difetto visivo trova origine in una complessa interazione reciproca di “predisposizione genetica” e “fattori di rischio” esterni.

    La prevalenza della miopia infantile (definita come minore o uguale a 0,5 diottrie) è particolarmente accentuata in Asia, sebbene i numeri siano in costante crescita in tutto il mondo.

    Contenere e contrastare il diffondersi della miopia ha effetti che trascendono la lotta alla mipoia stessa: è stata infatti confermata la correlazione tra miopia elevata e l’incidenza di complicanze oculari che possono portare potenzialmente alla cecità. Se la miopia raggiunge un livello superiore a -6.00 D, per esempio, il rischio di cataratta, glaucoma, distacco della retina e maculopatia miopica aumentano drammaticamente.

    L’incidenza della miopia raggiunge 80% dei ragazzi in Asia, il 30% in Europa e il 50% in Nord America; si stima che nel 2050, il 50% della popolazione sara miope

    In Italia, sembra che questo vizio di refrazione colpisca circa 15 milioni di persone, con un costante aumento di casi.

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    Fattori predittivi

    Oggi siamo in grado di determinare con grande precisione il rischio di insorgenza di difetti refrattivi nei bambini. Esistono fattori scatenanti sia genetici che ambientali, la cui interazione si cela solitamente dietro alla manifestazione del disturbo.

    Alcuni fattori di rischio riguardano abitudini e comportamenti acquisiti e che possono essere corretti:

    • l’eccesso di lettura o di lavoro
    • troppe ore al chiuso
    • troppe ore davanti al televisore o al computer
    • troppe ora di attività prossimale
    • giochi infantili sedentari

    Coerentemente con l’aumento osservato del tasso di miopia, alcuni comportamenti a rischio sono in aumento nel mondo contemporaneo, specialmente la tendenza a trascorrere tempi prolungati osservando da vicino uno schermo. Secondo un’inchiesta del The Vision Council, del 2016, il 60% delle persone passa più di 5 ore al giorno davanti a uno schermo.

    La luce blu affatica la vista, ma soprattutto il pericolo dell’osservazione prolungata a breve distanza di schermi come quello dello smartphone deriva dall’eccessivo affaticamento accomodativo.

    L’altro gruppo di fattori determinanti è quello legato alla familiarità; il rischio di sviluppare miopia è raddoppiato nei bambini con un genitore miope. Se padre e madre sono entrambi miopi, la probabilità per il figlio sale di otto volte.

    Il processo di analisi dei fattori di rischio include quindi una investigazioni delle abitudini quotidiane, tanto quanto l’ispezione dell’anamnesi familiare, anamnesi per-peri-post natale e la lista degli esami specific raccomandati al soggetto in base all’età.

    Clicca qui per sapere come riconoscere i difetti della vista nei bambini  

    Gli esami della vista consigliati per l’infanzia

    Approccio Pre-Miopico

    L’approccio Pre-Miopico consiste nell’applicazione di una corretta igiene visiva, accompagnata dall’analisi dei fattori di rischio del paziente; lo scopo è di prevenire l’insorgere della miopia o, se impossibile, ridurne la severità.

    Una corretta igiene visiva include:

    •       Una dieta ricca di frutta e verdura
    •       Regolare attività all’aperto.
    •       Corretta illuminazione, specialmente quando si legge o si studia
    •       Pause regolari davanti al computer
    •       Focalizzare ogni tanto gli occhi verso oggetti distanti
    •       Evitare letture prolungate o di pagine a caratteri piccoli
    •       Evitare lunghi periodi di messa a fuoco di oggetti a distanza ravvicinata.

    Alcune regole di comportamento sono specialmente importanti oggi che i bambini tendono a trascorrere sempre più tempo al chiuso ed esposti a schermi ravvicinati.

    Schermi e lettura

    La regola del 20-20-20: ogni 20 minuti fare una pausa di 20 secondi, fissando un punto a 20 piedi (circa 6 metri) di distanza.

    Questa regola cerca di contrastare il danno provocato dall’eccesso di tempo trascorso in esposizione ravvicinata (meno di 30 centimetri) a schermi di ogni genere, che generano un defocus retinico (cioè una messa a fuoco anteriore alla retina), oltre agli effetti dannosi della luce blu.

    Il break sistematico previsto da questa regola rilassa l’accomodazione, ma non è l’unica precauzione da considerare nell’analisi delle abitudini legate allo studio e al consumo di materiale audiovisivo.

    Un basso livello di luce ambientale durante la lettura e lo studio è anch’esso deleterio, e deve essere evitato. La luminosità di uno schermo in una stanza poco illuminata costringe infatti gli occhi a continui adattamenti alle variazioni di luce. Se non bastasse, quando gli occhi si concentrano sui pixel, le palpebre sbattono di meno, rischiando la secchezza oculare

    La continua esposizione a riverberi luminosi variabili, riflessi e passaggi da lettere grandi a quelle piccole e viceversa, è una causa di stress degli occhi largamente prevenibile.

    Quindi, distanza di lettura superiore a 30cm in ambienti bene illuminati.

    Vale la pena di notare che anche la buona postura gioca un ruolo importante nel prevenire l’eccesso di attività prossimali, per esempio che i bambini in età scolare mantengano lo sguardo troppo vicino a libri e quaderni durante lo studio.

    Per saperne di più sul legame tra affaticamento della vista e schermi, clicca qui

    Aria aperta

    Sono raccomandati almeno 90 minuti al giorno di attività all’aria aperta, anche non sportiva, per trarre il beneficio dell’esposizione al sole e offrire agli occhi il sollievo di punti di focus distanti.

    E’ stato inoltre evidenziato dalle ricerche un rapporto “luce-dopamina”. L’aumento dell’esposizione alla luce solare sembra essere correlato all’aumento della secrezione di dopamina, che sarebbe responsabile di una riduzione dell’allungamento del bulbo oculare.

    Tutto questo senza trascurare di proteggere gli occhi dai raggi solari ricorrendo a lenti adeguate.

    Per quanto i dati finora accumulati confermino i benefici dell’attività all’aria aperta nella prevenzione della miopia, la metanalisi degli studi condotti sulla popolazione asiatica non mostrano effetti positivi sul rallentamento della progressione miopica nei soggetti pediatrici già miopi. La comunità scientifica sta lavorando per poter confermare o screditare questo punto, che indubbiamente pone l’accento sull’importanza dellàintervento con strategie Pre-Miopiche.

    Alimentazione

    L’esposizione al sole favorisce la sintesi di vitamina D con effetti salutari sulla vista e deve essere abbinata ad una dieta equilibrata, ricca di tutta la frutta e verdura necessaria a fornire tutti i micronutrienti necessari agli occhi, a partire dalle vitamine A, E e C.

    La dieta deve inoltre contenere flavonoidi, pigmenti naturali dei vegetali dall’azione antinfiammatoria benefica per la retina, e procianidine, antiossidanti contenuti in mirtilli e agrumi.

    Le verdure a foglia verde sono invece fonte di luteina, utile per ridurre il rischio di alterazioni croniche dell’occhio.

    Approccio Post-Miopico

    Gli integratori

    Esistono integratori alimentari mirati al controllo la progressione della miopia in età pediatrica. L’allungamento del bulbo oculare dell’occhio miope comporta lo “stiramento” di tutti i tessuti che lo costituiscono, cosa che rende la retina del soggetto miope estremamente sensibile ad insulti endogeni ed esogeni. Gli integratori proteggono l’occhio con antocianidine, gli oligomeri procianidolici, la luteina ed i carotenoidi e le vitamine A, E e C.

    Le antocianidine, presenti nelle bacche di sambuco, nel mirtillo nero e in quello rosso, hanno un’attività vaso protettiva e antiossidante. Gli oligomeri procianidolici sono ach’essi antiossidanti e vasoprotettivi. La luteina appartiene al gruppo dei carotenoidi, la cui presenza è correlata a quella della vitamina A. Essa riduce i danni da foto-ossidazione ai fotorecettori ed è indispensabile per una visione corretta e per la salute della retina. Questa vitamina è spesso scarsa nei pazienti affetti da miopia o degenerazione maculare senile, pertanto la sua somministrazione con la dieta dovrebbe avere lo scopo di ottenere un effetto protettiv. La vitamina E è un potente antiossidante e favorisce l’assorbimento intestinale della vitamina A.

    Le lenti a contatto

    Uno dei mezzi più importanti cui ricorrere nello sforzo contenitivo della progressione miopica è la lente a contatto. I dati a disposizione mostrano senza ambiguità come la miopia corretta con le lenti a contatto riporti risultati migliori sia in termini di qualità visiva che di rallentamento del ritmo di progressione del difetto rifrattivo.

    Gli studi clinici confermano l’influenza positiva sull’allungamento del bulbo oculare delle lenti a contatto ortocheratologiche con defocusing. Il ricorso a lenti a contatto “multifocali a visione simultanea” e lenti progressive a tempiale è stato proposto basandosi sul fatto che il “defocus” retinico è causa di allungamento oculare, come già menzionato dagli studi riportati da Wiesel e Bradley.

    Ortocheratologia notturna

    Il trattamento ortocheratologico si è rivelato efficace nel rallentamento della progressione della miopia in carattere adolescenziale. Secondo la “Teoria della sfocatura ipermetropica periferica”, l’allungamento assiale dell’occhio è legato (tra le altre cose) alla presenza di un defocus dell’immagine retinica e tende ad accompagnarsi ad una condizione ipermetropica periferica. Quest’ultima è a sua volta un fattore di rischio per la progressione miopica, dato che l’occhio tende a spostare il piano retinico verso il piano per compensare, generando un ulteriore allungamento del bulbo.

    Le lenti ortho-k producono un appiattimento centrale che corregge la miopia mantenendo invariato il potere corneale nella media periferia. Numerose ricerche confermano  come il trattamento ortho-k sia in grado di rallentare l’allungamento del bulbo oculare e testimoniano casi di ripresa della progressione miopica in seguito all’interruzione del trattamento.

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